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| Edizione N° 73 del 03 - 02 - 2008 | |
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Indice delle notizie: |
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Editoriale. |
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Questo
numero che inaugura il 2008 ha come messaggio speciale quello della
“Grande Italia” dove sotto questa denominazione raccogliamo
i milioni di italiani che in ogni parte del mondo rappresentano il
nostro paese e ne onorano il nome. Grande forza che deve essere riconquistata
e proposta come volano per la nostra economia e la nostra nuova politica.
E’ un leit motiv che accompagnera’ le nostre pubblicazioni
e sara’ un punto constante di riferimento e di sollecitazione
per tutti coloro che ci leggono e soprattutto per coloro che hanno
un qualche potere decisionale.
Tutte le altre notizie sono comunque degne di interesse: dall’ importante acordo UE-Patto Andino, alle presenze artistiche di italiani illustri ,alle attivita’ associative. Buon anno. Il Direttore |
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Le sfide del 2008
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Per
un’avventura nuova che veda tutti gli italiani....italiani.
L’Italia e’ in crisi di identità, di progettualità, di chiarezza politica, invecchia a un ritmo impressionante e via di questo passo…. I giornali italiani, e ancor più gli stranieri, sottolinenano, a volte con un certo compiacimento, una situazione di malessere che spesso ha un risvolto mediatico superiore alla realtà pero’, in un mondo in cui la comunicazione è tutto, assume valore assoluto. Quindi non ci soffermiamo sul vero o falso di tante statistiche, inchieste, bla..bla..bla di “opinionisti”, che molto spesso possono essere lette in modo opposto e contraddittorio ma apriamo un nuovo fronte la: “Grande Italia”. Di fronte ad ipotesi di recessione, anche di “collasso”, bisogna avere coraggio, fantasia e capacita’ per intravedere nuovi orizzonti. Discorsi sterili, fantasie filosofico-esoteriche, figure messianiche o mediatiche possono riempire vuoti occasionali ma non dare risposte costruttive o di vera alternativa. E allora, ancora una volta, la vera novita’può, anzi deve essere la: “Grande Italia”. E’ necessaria linfa nuova, spirito per intraprendere forgiato da lotte e da ambienti dove sempre si guarda lontano e lo spirito di frontiera, da noi da tempo perso, ancora e’ vivo: eccoci alla “Grande Italia”. Cosa intendo per Grande Italia? La forza vitale che nei secoli l’emigrazione italiana ha seminato nel mondo ed e’ germogliata in paesi diversi. Se vogliamo che le nostre attivita’ che si stanno isterilendo ritornino ad avere linfa giovane, visioni nuove, se, come e’ logico che per uno dei piu’ semplici principi fisici il vuoto lasciato da generazioni che non si ripetono per mancanza di nascite in Italia deve essere riempito, allora, piuttosto che a falangi di emigranti che non hanno quasi nulla in comune con la nostra cultura e le cui differenze spesso cono quasi insormontabili, rivolgiamoci alla Grande Italia. Per decenni, anzi secoli, l’Italia ha bellamente ignorato i milioni di emigranti che ne hanno portato il nome in tutti i continenti ed illustrato la creativita’ e la costanza del lavoro italiano. E’ ora che ci riprendiamo questo grande investimento che e’ stato lasciato inoperoso con una incuria annichilente. Sanita’,educazione, pensioni ,cultura: in questi settori in particolare deve esserci un importante, intelligente e produttivo investimento dello stato italiano in favore degli italiani all’estero. E non solo per una corretta applicazione della costituzione che in questi giorni ha compiuto i sessanta anni, ma ancora è quasi del tutto inapplicata per i suoi figli che vivono all’estero e che tanto hanno dato in passato e nel presente, ma ancor piu’ per un intelligente e produttivo uso di risorse che possono tornare decuplicate. Si deve attuare una nuova politica o, piu’ correttamente, passare dalla “politicheria” , felice termine sudamericano che indica tutto il negativo della sub-politica, alla vera politica, nella sua forma nobile, sociale, creativa. Decidere infine di uscire dalla meschina miopia in cui si dibatte oggi la nostra attualità, colma di un provincialismo stucchevole e di un’assoluta mancanza di prospettive e visione di un futuro che sara’ totalmente diverso e che richiede impegno, serieta’, competenza e creativita’. Riacquistiamo credibilita’ in primo luogo verso coloro che gia’ rappresentano la storia e le radici mondiali del nostro paese. Non è difficile capire quanto potenziale umano abbiamo a disposizione e quanto stiamo perdendo a vantaggio di altri. Tutte le strutture sia centrali sia periferiche (dai ministeri alle ambasciate, dai centri nazionali di cultura alle sedi culturali nei vari paesi) devono essere mobilizzate. Si deve intraprendere una missione di nuova presenza dell’Italia e della sua immagine offrendo tutto il positivo che disponiamo, invogliando i giovani figli e nipoti di italiani dei tanti paesi a “sognare” italiano, a “desiderare” di essere italiani, di essere gli eredi del paese che per secoli ha esportato cultura e lavoro. Il nostro network “Va Pensiero” si unisce al fratello maggiore “Grande Italia” che vuole essere il portavoce della vera Grande Italia, in particolare nei paesi latino –americani, realtà che da tempo aspetta di essere riscoperta e chiamata a ricoprire ruoli ed attività di rilevo in favore della madre Italia. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze costruttive nei vari paesi e nell’Italia in primis perche’ si facciano partecipi di un momento non piu’ procrastinabile a cui dedicheremo le nostre energie. GC. |
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Accordo UE-CAN:
inizia una nuova serie di incontri ![]() Con
l'obiettivo di continuare i negoziati di carattere commerciale,
di cooperazione e di dialogo politico, i gruppi incaricati del
negoziato della Comunità Andina delle Nazioni (CAN)
e gli omologhi dell'Unione Europea si riuniranno a Bruxelles.
Per il secondo ciclo di incontri è previsto che si inizino ad affrontare i temi di carattere commerciale con maggiori dettagli. In questa sede, i negoziatori europei avranno come base di partenza un progetto che hanno realizzato gli andini per trovare un accordo nel cosìdetto Punto Iniziale di Sgravio, PID. Questo è basicamente un progetto che riunisce i quattro livelli di base nei quali si muovono le imposte che utilizzano i vari paesi e che sono alte quando si tratta di beni nei quali si cerca di promuovere la produzione sociale e sono più bassi quando si tratta di altri beni che non offrono alta sensibilità. Il negoziato non riguarderà solo temi commerciali, ma si tratteranno altri temi come quelli migratori e le alternative di lavoro dei cittadini dei paesi della CAN nella UE. In materia di commercio si tenta un negoziato nel quale i livelli delle imposte permettano maggiore fluidità. Tuttavia ci sono varie difficoltà per la mancanza di unanimità nella CAN. In ogni caso è estremamente positivo che nella UE esistono più punti in comune con i paesi latinoamericani che con gli altri blocchi di paesi nel modo, ricordando come questo e’ il primo caso di questa ampiezza a livello internazionale che vede come attori non singoli stati ma due entità regionali di questa importanza. |
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AICO
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AICO
2008
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Nel rinnovare in questa occasione gli auguri per un felice 2008 desideriamo inviare a tutti gli amici e soci dell’AICO un invito a essere presenti nelle attività delle diverse località in cui la nostra associazione ha creato i vari comitati locali. Questo appello è, in particolare, rivolto ai coordinatori dei vari gruppi dipartimentali affinché ci inviino i programmi per i prossimi mesi. Le molte attività che hanno contrassegnato il 2007 e ci hanno visti come importanti protagonisti della vita del paese spero ci diano un’ulteriore spinta per sempre più lavorare attivamente in favore del paese che ci ospita, la Colombia, e l’Italia a cui dedichiamo tanto impegno per poterne offrire sempre un’immagine migliore. Un grazie anticipato per quanto si è fatto e, ancor più, per quanto si farà. Grazie che va esteso in particolar modo ai tanti amici colombiani che con il loro affetto verso l’Italia ci hanno tanto spesso appoggiato apprezzando le nostre iniziative e condividendole. Un saluto anche a tutte le associazioni regionali che rendono ancora più ricco il nostro patrimonio e le nostre attività colorandole con una presenza che ci ricorda il sapore delle mille ricette e culture italiane e che invitiamo, come sempre, a tenersi in stretto contatto per rendere più attive e importanti le nostre presenze. Questo ci permetterà anche di rappresentare un più forte potere contrattuale nelle richieste verso miglioramenti in tanti settori, dalla sanità alle pensioni, dall’educazione alla cultura, dove da anni siamo impegnati perché si riconoscano le giuste aspettative di tutti gli italiani, come la nostra costituzione, che ha appena compiuto 60 anni, recita. Per non essere più italiani di secondo livello dobbiamo tutti ricordarci che solo l’associazionismo può darci la forza e i mezzi per essere rappresentati e difesi. Non solo la qualità, ma anche il numero costituisce una forte valenza per ottenere quanto di giusto e corretto è richiesto per un progresso che darà i suoi benefici alla stessa Italia rappresentandola come un paese moderno attento ai suoi cittadini ovunque essi vivano ed aperto al loro contributo. Vi attendiamo numerosi con i vostri suggerimenti, adesioni e un impegno comune. |
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AICO: scrive il Tesoriere.
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Cari amici.
Tali
pagamenti potranno essere effettuati direttamente presso
Dr.Guido Presutti
Tesoriere AICO.
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Le pitture di Fabio Grida
e di Umberto Giangrandi.
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![]() Oscar Collazos, Gianfranco Chiappo, Console d'Italia, Elio Matteucci, Lliana Restrepo, Umberto Giangrandi e Edmondo Frachina, Presidente AICO. Verso
la fine del passato mese di dicembre nel Museo d'Arte di Cartagena
è stata inaugurata l'esposizione "CON-TACTO" che integra le
opere di Fabio Grida in Italia e di Umberto Giangrandi in Colombia.
I due artisti sono amici da sempre, conterranei (entrambi toscani
e frequentanti in gioventù l’Istituto d’Arte di
Lucca) e hanno iniziato e proseguito i loro studi nella stessa
scuola in Italia. Poi Giangrandi, nel 1966, si trasferì
in Colombia, mentre Grida ha continuato a lavorare in Italia.
Questa selezione di opere riunisce la produzione più importante dei quaranta anni di lavoro artistico di Umberto Giangrandi in Colombia e una mostra delle opere più recenti di Fabio Grida. Queste
l'impressione manifestata dalla curatrice Maria del Pilar Rodriguez: "Dilettandosi con il manifesto erotismo dell'opera di Giangrandi ed accarezzando lo sguardo con i paesaggi eterei di Fabio Grida, questa esposizione è tutta una esperienza che esalta i sensi,diverte, interroga e rilassa, è una visita obbligatoria per tutti coloro che desiderino stimolare la mente ed i sensi". L’interesse suscitato nei media e nei tanti visitatori ha sottolineato il successo della mostra e come sia importante sostenere e accrescere avvenimenti a carattere culturale che possano mettere in evidenza come la creatività e l’arte italiana continuino ininterrotte la loro lunga ed esaltante storia. |
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