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| Edizione N° 88 del 19 - 07 - 2008 | ||||||||||
| News |
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| Indice delle notizie | ||||||||||
| 1. |
Editoriale. | |||||||||
| 2. |
Cooperazione: |
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| 3. |
ANA- Arriva il Gruppo Colombia: Alpini.....nei barrios. | |||||||||
| 4. |
Liberate......la Cocaina!!. |
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______Editoriale
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| Finalmente…..orgogliosi!! | ||||||||||
Inizio con
una esclamazione che riassume un sentimento troppe volte represso per
tanti differenti motivi in cui il nome di Italia si associa con aggettivi
negativi che ne hanno profondamente minato l’immagine, pero’
oggi no. |
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Oggi presentiamo
alcuni dei momenti e dei volti che fanno di noi italiani uno dei popoli
piu’ ricco di umanita’ e di impegno: la coperazione. Termine
che e’ stato spesso bistrattato anche perche’ male usato e
in termini impropri e vede invece in queste presenze, come pure in innumerevoli
altre, lo sposarsi di competenze e volonta’. |
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| Lo dedichiamo ad alcuni programmi e momenti operativi in Bolivar (dipartimento della Colombia) accostando importanti progetti a atti minimali ma altrettanto significativi. | ||||||||||
Inoltre apriamo un nuovo fronte quanto mai attuale e
fonte di tanti lutti e fiumi di sangue che paesi come la Colombia continuano
a versare per motivi che vanno ben al di la delle loro frontiere ma
alimentano la vera grande mafia dei giorni nostri a livello mondiale
con un nome tragico: droga. Qui inseriamo un concetto nuovo quello di
droghe territoriali spiegandone la natura e le peculiarita'. |
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Cooperazione: |
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a) Un disastro.... evitabile.
Volando sui grandi fiumi della Colombia. |
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Sono da
poco passate le sei della mattina del 14 giugno, un sabato che si presenta
moderatamente soleggiato (la temperatura comunque gia' si avvicina ai
30° gradi) e la van gia' e' pronta di fronte ai giardini Flanagan,
nel quartiere di Bocagrande, per andare all'aeroporto militare di Cartagena. A bordo fra gli altri Yon Fernandez de Larrinoa Arcal coordinatore sub-regionale dei programmi di emergenza per l'america latina e Mario Moreno responsabile territoriale del progetto FAO-Cooperazione italiana. |
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Rapidamente
raggiungiamo l'aeroporto dove ci aspettano Maria Claudia Paez, segretaria,
Jokin Azpiroz Ufficiale dei Programmi della UNDP e Edgar Larios Redondo
Coordinatore per la prevenzione dei disastri della Gobernacion del Bolivar
con gia' pronto l'itinerario della giornata. Mentre alcuni si dirigeranno via terra all'appuntamento a Magangue', tre di noi inizieremo il nostro tour aereo. La meta e' visitare le zone piu' colpite dalle ultime inondazioni che hanno interessato migliaia di famiglie, in particolare di piccoli coltivatori e pescatori fra i fiumi Cauca e Magdalena nel sud del Bolivar (dipartimento di cui la capitale e' Cartagena). Si inizia con una veloce riunione nella saletta aeroportuale per visionare le carte e analizzare i principali problemi. |
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Non dobbiamo
dimenticarci che sorvoleremo e visiteremo zone fra le piu' "calde"
dove solo fino a un paio di anni fa non era praticamente permesso l'accesso
per la presenza di forti contingenti di guerriglieri e paramilitari che
si combattevano per il possesso del territorio. Ora la situazione e' nettamente
migliorata peró potenziali rischi sempre sussistono. Tutta la nostra attenzone, studiando documenti e progetti, é rivolta a rendere possibile la vita di migliaia di persone in un territorio che racchiude quasi 15.000 chilometri di distesa di acqua composta dagli imponenti fiumi che lí concorrono e dalle grandi "cienagas" (termine intraducibile nella sua complessita' strutturale anche se impropriamente lo si puo' tradurre in palude o meglio zone paludose e acquitrini). |
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| Dopo una frugale colazione il nostro Piper Navajo della
marina militare colombiana é pronto, l'equipaggio e' composto
dal capitano di corvetta George Rincon, dal tenente di fregata Gustavo
Jimenez copilota e dal sottuficiale Enrique Rivera assistente técnico. |
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Non dobbiamo
dimenticare che in queste aree é presente anche la Cooperazione
Italiana con una serie di progetti di cui in questo momento il piu' significativo
e' quello che stiamo anche personalmente seguendo e che vede come capogruppo
operativo la FAO, destinato a un numero notevole di famiglie costrette
a lasciare le loro case (i "desplazados") per la furia della
guerra degli scorsi anni e che prevede diverse iniziative in campo sociale
e particolarmente nel settore alimentare. Vedendo quanto grandi sono le problematiche ci rendiamo sempre piu' conto che e' necessario uno sforzo comune delle varie sigle operative e riteniamo che la presenza italiana debba essere significativa sia per l'apporto di conocenze e professionalita' che possiamo offrire sia per un concreto contributo. In questo momento penso all'amico Guido Bertolaso impegnato su molti fronti, la cui competenza nel campo della protezione civile e tutto quanto concerne, unitamente al suo passato di cooperazione, sarebbe estremamente utile e per questo ne parlo con il responsabile locale che ci accompagna promettendogli un possibile contatto che spero si possa stabilire. Dobbiamo poi fare rotta su Monteria per rifornirci e dopo una breve sosta con l'aereo, che nel suo interno sfiora i 40 gradi, di nuovo proseguiamo questa volta verso Magangué per l'incontro con il gurppo che arriva via terra. Nel pomeriggio, mentre alcuni proseguono lungo il fiume, rientriamo in aereo a Cartagena. Un rapido saluto e ringraziamento al pilota e all'equipaggio che si' e' dimostrato efficiente, cortese e perfetto in situazioni che non sempre sono facili e un arrivederci gia' per la prossima settimana con parte dei componenti del gruppo a Bogotá, la capitale, per analizzare i primi possibili interventi e poi ancora un appuntamento sul territorio a tutti coloro che operano in Bolivar. |
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| Nel tardo pomeriggio finisce
la prima tappa di una delle tante esperienze che, anche se indubbiamente
faticose, ti fanno sentire realmente utile e ti invitano a lottare e coinvolgere
tutti quelli che hanno potere o che vogliono operare in una vera lotta
di civiltá e di sviluppo sociale ricordando, senza falsa retorica,
che in questo piccolo fazzoletto chiamato Terra, la crescita di uno e'
sempre piú la crescita di tutti. |
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b)I Monti di
Maria ... Uscendo
dalla spirale del conflitto. |
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| Montes de Maria, un nome che qui in Colombia evoca storie di massacri, desplazamientos di massa, guerriglia e paramilitarismo. Qui si sono commesse alcune tra le peggiori atrocità del conflitto colombiano, come le stragi di Chengue e del Salado, solo per nominare le più conosciute. Basti pensare che poco meno della metá dei desplazamientos forzados durante il conflitto colombiano degli ultimi anni sono avvenute tra queste colline. Tuttora nel territorio sono presenti i fronti 35 e 37 delle Farc, la Forza Speciale Unidad Caribe, fronti dell’ELN e dell’Esercito Rivoluzionario del Popolo, così come blocchi delle AUC e delle Aguilas Negras e delle Milizie Rurali. | ||||||||||
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| La situazione di guerra nella regione
ha un picco di recrudescenza nel 1997, anno in cui i gruppi armati al servizio
del narcotraffico si costituiscono come blocchi paramilitari federati nelle
AUC, con l’obiettivo di rispondere agli attacchi della guerriglia
e di impossessarsi delle terre migliori così come del corridoio strategico
che porta dall’interno del paese al mar Caribe. Attualmente le forze insorgenti sembrano essersi ridimensionate notevolmente, cosi`come la smobilitazione ufficiale di numerosi blocchi paramilitari ha posto un freno ai massacri e agli sfollamenti di massa. Le strade e i centri abitati principali sono presidiati dalle truppe dell’Armata e sembrano aver recuperato una certa tranquillità e stanno prendendo forma processi di ritorno alle proprie terre, un fenomeno impensabile appena due o tre anni fa. |
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Marcello Pini, Gianfranco Chiappo e Mario Moreno _(FAO) |
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I cambiamenti positivi degli
ultimi anni hanno aperto la possibilitá di accesso, in termini
fisici e di sicurezza, alla cooperazione internazionale nella regione.
L’Unione Europea, attraverso la Agenzia Europea di Cooperazione
e Aiuto Umanitario, ha deciso di aprire qui il Terzo Laboratorio di Pace
colombiano, con investimenti in aiuti per diversi milioni di euro all’anno.
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Gianfranco Chiappo, Console d'Italia, con gli abitanti di San Pablo (Maria Labaja) |
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In questo contesto di rivitalizzazione
di una delle terre potenzialmente piú ricche della Colombia sono
molte le possibilità che si aprono per la cooperazione internazionale
di intervenire nel miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti
dei Montes de Maria. Marcello Pini |
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ANA-
Arriva il Gruppo Colombia: Alpini.....nei barrios. |
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| Ecco come inizia una giornata fuori dell'ordinario,
anche se non lo e' tanto per gli alpini abituati a essere presenti in
tutte le parti del mondo. Nel primo pomeriggio, e' un sabato "caliente",
riunione in sede e poi ci dirigiamo verso uno dei barrios (quartieri)
piu' poveri di Cartagena. |
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Liberate.....la Cocaina!! ![]() |
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| Mentre da
piu' parti ci si riunisce, si grida, si implora ci si appella ai potenti
e ad un sentimento di umanita' spesso perduto per la liberazione di sequestrati
che da anni vivono in condizioni inumane (anche se pochi in questi giorni
sono stati liberati) e per le migliaia di morti per guerre sempre piu'
sporche in tanti paesi dell'america latina dove motivazioni politiche
gia' scompaiono confuse in un unico rituale da un nome riposante e terribile
(narco), con la codificazione di una normale transazione commerciale (traffico)
ma dando come somma la piovra piu' terribile e divoratice di anime e corpi
degli ultimi 30 anni: narcotraffico. |
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| Se avete domande o volete offrirci la vostra collaborazione scriveteci: e-Mail: info@assoitaliani-co.org | ||||||||||